50 anni di Bar Chessa

50 anni di attività, passione e sorrisi: è la storia del Bar Chessa

Deliziosi cappuccini e ottimi primi piatti, per un locale cresciuto di generazione in generazione
Non un semplice “bar”, ma un vero e proprio punto di riferimento per Scansano e la Maremma tutta. Lo sanno bene gli avventori locali, lo apprezzano fin dalla prima volta che entrano per un semplice caffè o un
primo piatto i numerosi turisti che godono delle bellezze di questa parte di Toscana. Il Bar Chessa è legato a doppio filo con la terra in cui è nato e si è sviluppato lungo 50 anni di attività̀: la Maremma. «Cerchiamo sempre di affidarci a fornitori loca- li sia per il caffè, che per le paste, i biscotti salati, la pasta per il pranzo e i vini – dichiara orgoglioso Roberto Chessa – perché́ la nostra Maremma ha il diritto di farsi conoscere dai tan- ti stranieri che passano ogni giorno dal nostro bar e la clientela locale ha giustamente piacere di apprezzare prodotti il più̀ possibile a chilometro zero».
Lo staff del Bar Chessa ha saputo sempre rinnovarsi negli anni, tenendosi aggiornato e frequentando corsi, con l’obiettivo di migliorare anno dopo anno il servizio offerto alla clientela. «Uno dei nostri punti di forza sono i cappuccini con dedica – dice Roberto – uniti a una proposta sempre alternativa di cocktail da sorseggiare in estate anche a bordo piscina». Sì, perché il Bar Chessa dispone anche di una graziosa piscina aperta tutta l’estate, luogo di incontro e socializzazione. «L’atmosfera al Bar Chessa è ogni giorno rilassata e resa unica dalla frase scritta sulla nostra lavagna che spesso – sottolinea Roberto – viene proposta proprio dai nostri clienti». Un’oasi di relax e divertimento, in cui gustare anche buonissimi primi piatti cucinati espressamente da Roberto: spiccano tra essi la tradizione, con il tortello maremmano, e i “pici della nonna” specialità̀ della casa con pancetta e pangrattato.

50 anni di storia per il Bar Chessa: un traguardo che inorgoglisce la proprietà̀ e tutto lo staff di questo storico locale. E, a proposito di storia, vale davvero la pena soffermarsi su quella che a tutti gli effetti potrebbe tornare utile come base per un romanzo popolare: la storia del- la famiglia Chessa e, di conseguenza, dell’omonimo bar situato in località̀ Rovete, SP 159 n. 71, a Scansano. Tutto ebbe inizio ai primi del ‘900: le vicende della Prima Guerra Mondiale portarono un giovane sardo, Antonio Chessa, a svolgere il servizio militare in Toscana. Ad Antonio era affidato il compito di condurre il trenino che portava il carbone da Baccinello a Talamo- ne. Una volta finita la guerra, Antonio aveva costruito un così forte legame con le terre di Maremma, innamorandosi letteralmente della sua stazione circondata da rigogliose colline, tanto che decise di comprarla. Proprio in quei locali diede vita a un primo piccolo bar e rivendita di generi alimentari: in quei pochi metri quadrati iniziava così la storia del Bar Chessa. Una storia che affonda le proprie radici nell’esperienza di vita di Antonio da un lato e in quella di una donna il cui nome poteva promettere solo successi: Diva.
Diva, la moglie di Benito, il più̀ piccolo dei figli di Antonio, che insieme ai suoi fratelli tutto aveva in mente tranne che portare avanti la bottega del padre: anzi, la passione dei fratelli Chessa era quel- la dei motori (vedremo poi come si sia sviluppata anch’essa nel tempo). Diva però decise di raccogliere il testimone del suocero Antonio e il 23 ottobre 1969, entrò per la prima volta nel “suo” negozio. Da allora il piccolo bar è cresciuto, anno dopo anno aumentando sempre la qualità̀ e i servizi per i clienti, tra cui il distributore di carburante, la licenza per la vendita dei tabacchi, la ristorazione, la piscina, la pista per minimoto e go-kart. La passione di Antonio e poi quella di Diva hanno permeato le generazioni successive e oggi il Bar Chessa è gestito da Roberto, figlio di Benito e Diva, e Chiara, la compagna, che portano avanti con de- dizione ed entusiasmo l’attività̀ in un ambiente reso accogliente da uno staff giovane, cordiale e preparato.

Lo staff del Bar Chessa
Articolo pubblicato sul tirreno il 14 novembre 2019
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